Il Commento

22–23. La dichiarazione federalista internazionale dei movimenti di Resistenza

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La Dichiarazione federalista internazionale rappresentò senza dubbio il successo maggiore ottenuto dall’azione dei federalisti italiani nel periodo resistenziale. Questo documento proferì dalla serie di incontri tenuti a Ginevra nel marzo e nel maggio del 1944 tra i vari rappresentanti della Resistenza europea: riunioni internazionali del resto, la cui assoluta necessità era stata affermata fin dalla fondazione del Movimento federalista europeo ed inserita nelle Tesi Politiche, quale completamento, o meglio priorità, della lotta per l’unità del Continente, rispetto all’opera pur necessaria di sensibilizzazione dei partiti.

La Dichiarazione, frutto innanzitutto del pensiero di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi – operanti al tempo in Svizzera, con l’obiettivo di raccordare e coordinare i diversi fremiti euro–federalistici sparsi in Europa – subì molteplici stesure (che facevano capo un Progetto originario del gennaio 1944) sicché la versione definitiva fu approvata soltanto il 20 maggio 1944 e in seguito, finalmente, portata alla ratifica dei rappresentanti dei partiti e dei movimenti di resistenza europei (tre italiani, tre francesi, un tedesco, uno jugoslavo, un olandese, un danese ed un norvegese – benché questi ultimi due votarono contro)nella riunione del 7 luglio 1944. Nel testo erano sinteticamente riportati i caratteri dell’«Unione Federale» , con il concepimento di tre istituzioni sopranazionali fondamentali :1) un governo europeo responsabile verso i popoli dei Paesi membri dai quali dovrà essere eletto; 2) un esercito europeo posto agli ordini del governo federale, in luogo degli eserciti nazionali; 3) un Tribunale Supremo europeo con competenza sulla carta costituzionale europea atto a risolvere eventuali conflitti fra gli Stati o fra gli Stati e la Federazione.

Bisogna sottolineare altresì che La Dichiarazione in realtà non rappresentava la posizione ufficiale della Resistenza europea in tema d’unità europea, bensì era la semplice convergenza delle tendenze più spiccatamente federalistiche presenti nei vari movimenti di liberazione. Questo documento peraltro si inseriva in una fase della guerra che ormai lasciava intuire la vittoria degli Alleati, con la Francia che stava per essere liberata e con gli accordi di Bretton Wood: secondo Spinelli, ormai l’obiettivo della formulazione di un più vasto programma euro–federalistico quale rivendicazione quasi unanime della Resistenza europea, ciò che ne avrebbe facilitato quindi l’inserimento nel prossimo trattato di pace, «non avrebbe potuto essere perseguito che da una iniziativa francese che partisse dalla Francia liberata» .[1] Appello che sarebbe effettivamente stato raccolto dal Comité Fran├žais pour la Fédération Européenne (C. F. F. E.), la cui specifica iniziativa avrebbe condotto, l’anno successivo (a Parigi dal 22 al 25 marzo del 1945), alla «Conferenza federalista europea» .

Nota sulle fonti: La Dichiarazione federalista internazionale fu pubblicata in italiano, a cura di Alberto Mario Rollier, sul numero 5 de «L’Unità Europea» , Milano, luglio–agosto 1944, ed apparve anche in una versione francese, sull’edizione svizzera dello stesso numero, col titolo di Progetto di dichiarazione federalista dei movimenti di resistenza europei. Infine, essa sarebbe stata edita a Ginevra in una rivista, nata appositamente, «L’Europe fédéraliste» , la quale tuttavia ebbe una sola uscita, nell’ottobre 1944. Il testo integrale della Dichiarazione è riportato in J.–P. GOUZY, Les pionniers de l’Europe communautaire, Centre de Recherches Européennes, Lausanne, 1968.

 

 

 

 

 

 


[1] A. Spinelli, Come ho tentato di diventare saggio, cit., p. 400.

Pagina modificata Thursday 23 October 2008